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31 Gennaio 2009 – Venere vicino alla Luna

Scritto il: gennaio 30th, 2009 | da: admin | Categoria: Il cielo di notte... | 1 Commento »

Molti in queste sere di fine Gennaio noterenno una stella luminosa vicina alla Luna.

una stella sotto la Luna... in realtà è venere!

 In realtà si tratta del pianeta Venere, di cui abbiamo già parlato in altri post:

Anche nelle prossime sere potrete notare questa "strana coppia" nel cielo, anche se le distanze dei due astri aumenteranno col passare dei giorni.


Space Week: una settimana astronomica su National Geographic Channel.

Scritto il: gennaio 20th, 2009 | da: admin | Categoria: Dall'Osservatorio... | 0 Commenti »

National Geographic Channel, visibile su piattaforma Sky al canale 402, dedica una settimana alle tematiche astronomiche, proponendo una serie di documentari molto interessanti.

space week

 Space Week e un’estasi visiva ricca di effetti che trascinano lo spettatore dentro l’universo conosciuto o spettacolarmente teorizzato e ancora da provare. Alcuni dei piu bravi ed entusiasti scienziati astronomici ci descriveranno le meraviglie del cosmo.

 Documentari trasmessi tutte le sere alle ore 22:

Viaggio ai confini dell'universo

Un viaggio mozzafiato alla scoperta delle meraviglie del nostro Universo.

L'orizzonte dell'Hubble

In orbita a circa 650 km di altezza dalla Terra, il telescopio spaziale Hubble ha rappresentato la nostra più efficace finestra sulle stelle.

Due robot su Marte

Dal 2004 due intrepidi esploratori stanno studiando la superficie del pianeta Marte.

Mostri delle galassie

Dalla violenta esplosione di un stella che origina una supernova nasce uno dei fenomeni più misteriosi dell'universo: il buco nero.

La fine dell'universo

Nelle più remote regioni dello spazio è in corso un'incerta battaglia tra due forze così potenti che un giorno potrebbero portare alla totale distruzione dell'universo.
 
 Maggiori informazioni e orari delle trasmissioni sul sito di NGC.
 
Una piccola provocazione…
il nostro servizio pubblico ha forse in programma qualcosa di simile per questo 2009?
 
 


Il Cielo di Febbraio 2009 – Costellazioni, Pianeti ed Eventi Celesti.

Scritto il: gennaio 19th, 2009 | da: admin | Categoria: Il cielo di notte... | 4 Commenti »

 Costellazioni:

Alto nel cielo si trova la costellazione di Auriga, il Cocchiere, con la gialla Capella.
Il Toro brilla sempre alto verso Sud, con Aldebaran e le lucenti Pleiadi.

A Sud il cacciatore Orione e la nebulosa  M42, seguito dal Cane Minore Procione e dal Cane Maggiore Sirio; Castore e Polluce,i Gemelli, stanno raggiungendo il pieno Sud ;
ad Est
il Leone è sorto, mentre ad Ovest la Balena e i Pesci tramontano ; Andromeda e Pegaso si dirigono verso Nord-Ovest.

A Nord il Drago, tra le due Orse, con la testa rasenta l’orizzonte.

 il cielo di febbraio

 Pianeti:

Il pianeta Saturno, nella costellazione del Leone, è visibile a partire dalle 21 circa;
Venere
, nella costellazione dei Pesci, è visibile fino alle 21 circa, apparirà come l'astro più luminoso nel cielo serale.

Marte e Giove sono visibili poco prima dell'alba nel cielo mattutino.

  Principali eventi del mese:

  • 09 Febbraio – Eclissi Lunare di Penombra, praticamente non osservabile dall'Italia (Mappa Visibilità)
  • 26 Febbraio – minima distanza dalla Terra dell'asteroide Cerere.
Venere nel cielo serale

 Questo mese cerchiamo le ombre di Venere!

La luminossisima Venere sarà visibile nel crepuscolo serale per tutto Febbraio, aspettate che il cielo si scurisca e provate, in un luogo buio, a cercare le tenui ombre proiettate dalla luce di questo straordinario pianeta.


I telescopi, da Galileo ad oggi.

Scritto il: gennaio 14th, 2009 | da: admin | Categoria: Curiosità e storia | 0 Commenti »

Il primo mese dell’anno mondiale dell’astronomia lo abbiamo dedicato all’affascinante storia dei telescopi.

Dal piccolo cannocchiale di Galileo ai giganteschi telescopi moderni, un corsa tecnologica e scientifica che ci ha portati a ridefinire la nostra visione dell’Universo.

gli strumenti in astronomia

Il cielo ha da sempre affascinato l’uomo, la sua rituale ciclicità, il mistero degli eventi che in esso accadono, hanno portato tutte le popolazioni della Terra ad osservarlo, studiarlo, venerarlo. Ma negli ultimi 400 anni la visione del cielo e dell’universo intero è radicalmente cambiata.

La nostra storia comincia nel 1609, quando l’universo era un luogo immutabile e perfetto e la Terra ne era il centro.

Ma un uomo cambiò per sempre questa visione: Galileo Galilei.

galileo mostra il suo cannochiale

Galileo fece sua l’idea di un ottico olandese che aveva inventato uno strumento per avvicinare gli oggetti lontani, accostando due lenti per occhiali. Chiamò il suo strumento cannocchiale e per primo lo puntò verso il cielo. L’idea di un universo perfetto, dove tutto ruotava attorno alla nostra Terra, dovette ben presto fare i conti con le osservazioni che mostravano un cosmo ben diverso.

Galileo col suo modesto cannocchiale scoprì che la Luna non era liscia, bensì ma scavata da enormi crateri e corrugata da alte montagne Venere presentava le fasi, così come la Luna, e il suo diametro appariva di grandezze differenti, quindi doveva trovarsi tra le Terra ed il Sole; il nostro pianeta perdeva la sua posizione privilegiata e non si trovava al centro del Sistema Solare. E non tutto ruotava attorno alla Terra, anche Giove possedeva 4 satelliti che gli orbitavano attorno. La flebile luce della Via Lattea si rivelò densa di migliaia di piccole stelline e si notò la strana forma di Saturno, di cui anni dopo si scopriranno gli anelli.

Il cannocchiale di Galileo, o telescopio, poteva ingrandire gli oggetti di 20-30 volte.
I primi telescopi erano tutti “rifrattori”, usando lenti per deviare, cioè rifrangere la luce.

Ma come funzionano questi telescopi ?
Il telescopio rifrattore, è formato da due lenti, la prima, detta obbiettivo, ha il compito di raccogliere ed incanalare la luce verso la seconda lente, detta oculare, che ha il compito di ingrandire l’immagine dell’oggetto osservato.
Ma le lenti dei telescopi rifrattori, a causa del loro stesso peso e delle difficoltà per lavorarle, limitano le dimensioni raggiungibili da questi strumenti. Il più grande di questi telescopi si trova a Yerkes negli Stati Uniti;
è stato costruito nel 1897 ed ha un diametro di 102 centimetri e una lunghezza di ben 18 metri!

Ma per costruire i telescopi non bisogna necessariamente usare delle lenti.

Niccolò Zucchi nel 1616 realizzò il primo telescopio riflettore, ovvero facente uso di specchi invece che di lenti,
Newton nel 1668 raffinò e definì nella sua versione attuale questo progetto.

Nel telescopio riflettore la luce entra nel telescopio, viene riflessa da uno specchio parabolico verso uno specchio più piccolo che la fa convergere all’interno di un oculare. Lo specchio più piccolo (secondario) può essere posizionato obliquamente al primo (come quello costruito da Newton) o parallelamente; di conseguenza cambia la posizione dell’oculare: laterale al tubo nel 1° caso oppure in fondo ad esso. Bisognerà aspettare il 18° secolo per vedere questi strumenti entrare in maniera decisiva nel mondo dei grandi telescopi e competere con i loro predecessori a lenti. Infatti il loro sviluppo è stato legato ai miglioramenti della lavorazione degli specchi. Per raccogliere più luce possibile gli specchi dei telescopi devono avere un’altissima riflettività.

Essendo difficile all’epoca aumentare i diametri di lenti o specchi, per avere maggiori ingrandimenti si allungava la focale, quindi si costruivano telescopi con tubi sempre più lunghi.

William Herschel alla fine del ’700 diede inizio all’era dei grandi telescopi riflettori, costruendone più di 400 nell’arco della sua vita e portando il livello tecnico della lavorazione degli specchi a traguardi eccezionali.

Herschel, scopritore di Urano e grande costruttore di telescopi

Proprio con uno dei suoi grandi strumenti scoprì il pianeta Urano, il 13 Marzo 1781.

I telescopi riflettori più leggeri e facili da costruire, consentirono ai nuovi astronomi di avere strumenti sempre più grandi e preformanti. Esistono poi combinazioni ibride, di fattura più recente, che combinano sia specchi che lenti. Per esempio i telescopi schmidt-cassegrain, molto diffusi tra gli appassionati.

I telescopi, dal semplice cannocchiale di Galileo si sono evoluti fino a raggiungere dimensioni colossali.

La capacità di osservare in profondità l’universo infatti è proporzionale al diametro del telescopio, maggiore è il suo diametro migliore sarà la sua capacità di raccogliere anche la luce più flebile proveniente dalle profondità del cosmo.
È così iniziata una frenetica corsa alla costruzione di telescopi sempre più grandi.
Sulle Hawaii, lontani dalle spiagge e dai turisti, a oltre 4200 metri di altezza troviamo i telescopi gemelli Keck I e Keck II, i loro specchi raggiungono i 10 metri di diametro.

Ma è nel deserto dell’Atacama in Cile, il luogo più secco della Terra, che troviamo il più grande complesso astronomico mai costruito. Il VLT.

VLT

Il Very Large Telescope è nato da un consorzio Europeo, di cui anche l’Italia fa parte, ed è costituito da 4 grandi telescopi da 8,2 metri l’uno, che attraverso una raffinata tecnologia (l’interferometria) possono lavorare simultaneamente, raggiungendo una capacità analoga ad un unico telescopio da 16 metri.

Questi grandi strumenti sono situati in luoghi non certo comodi, deserti o montagne altissime, per cercare di limitare gli effetti della turbolenza. Osservare il cielo da Terra vuol dire guardare attraverso km di aria in movimento costante, con conseguente perdita di qualità dell’immagine. Il problema, nei telescopi di nuova generazione, è stato risolto grazie all’utilizzo di una tecnologia davvero avveniristica, le “ottiche adattive”.
Gli specchi di questi strumenti sono costituiti da tanti piccoli tasselli, che un computer sposta in modo da compensare il movimento dell’atmosfera, formando un’immagine perfettamente stabile.

Dal 1990 è attivo un telescopio che non risente minimamente dei problemi dovuti alla nostra atmosfera, e può operare 24h su 24, il telescopio spaziale Hubble.

il telescopio spaziale hubble

Grazie alla sua posizione privilegiata (al limite esterno dell’atmosfera terrestre) l’Hubble ci ha permesso di arrivare a osservare a dettagli e distanze impensabili fino a pochi anni prima.

Ma dall’ultima metà del ’900 il cosmo ci si è stato rivelato in una maniera totalmente nuova. I nostri occhi sono sensibili solo ad una gamma molto ristretta di radiazioni elettromagnetiche ( o meglio dire spettro elettromagnetico, visto che dopo si nomina?), quelle della frequenza dei raggi visibili, la luce visibile appunto, mentre non lo sono assolutamente a tutte le altre forme di radiazioni elettromagnetiche.

chandra, un telescopio a raggi x

Tuttavia, vi sono molti oggetti nell’Universo che emettono radiazioni in altre parti dello spettro elettromagnetico. Ai classici telescopi, dunque, si è aggiunta una serie di strumenti in grado di mostrarci il cosmo in tutti i suoi aspetti. Galileo diede inizio all’era delle osservazioni telescopiche che in 400 anni hanno rivoluzionato le nostre conoscenze.

Così, in poco più di 4 secoli si è passati dai disegni fatti osservando per ore ed ore al telescopio, alle magnifiche immagini che ci possono fornire i nuovi sensori digitali. Oggi questi straordinari strumenti ci hanno portato ad osservare il cosmo come mai prima nella storia dell’umanità, permettendoci di penetrare molti dei segreti del nostro universo.

alcune straordinarie immagini del telescopio spaziale
Nicolò Conte – Stellaria

Una stella luminosa nel cielo in queste sere… non una stella Venere!

Scritto il: gennaio 14th, 2009 | da: admin | Categoria: Il cielo di notte... | 5 Commenti »

 

venere vista dalla cupola dell'osservatorio

Molti avranno notato un astro particolarmente luminoso visibile nel cielo serale.
E in molti ci chiedono che stella sia.

 In realtà come abbiamo scritto da più parti non si tratta di una stella ma di un pianeta: Venere.

Venere, dopo il Sole e la Luna è l'astro più luminoso visibile in cielo, questa sua grande luminosità è dovuta alla sua relativa vicinanza (e il più vicino tra i pianeti del sistema solare) ma sopratutto dalle sue nubi.

Venere è infatti ricoperta da una atmosfera densissima, le sue nubi riflettono gran parte della luce solare e permettono a Venere di essere così luminosa, a caro prezzo però!

 Lo spessore e la composizione dell'atmosfera di Venere ha provocato un disastroso effetto serra.
Sulla superficie del pianeta si raggiungono i 475°C di temperatura!

Buone osservazioni!