Marte raggiungerà l’opposizione il 3 Marzo 2012 tra le stelle del Leone.
Potremo comodamente seguirlo nelle notti di Marzo. Ormai lo osserviamo da Dicembre e notte dopo notte lo abbiamo visto sorgere sempre prima, fino al giorno dell’opposizione, quando Sole-Terra-Marte saranno allineati, e il pianeta rosso si troverà, rispetto alla Terra, “opposto” al Sole, quindi dall’orizzonte OVEST vedremo tramontare il Sole mentre ad EST sorgere Marte. Come vedremo in seguito basterà un modesto strumento per scoprire questo fantastico mondo. Ricordiamo che i periodi attorno all’opposizione di un pianeta esterno* offrono le migliori condizioni di osservabilità.
* esterno all’orbita della Terra: Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno
Le opposizioni di Marte.
Le opposizioni di Marte si verificano circa ogni 26 mesi.
Non tutte le opposizioni sono però ugualmente favorevoli, la distanza tra i pianeti può infatti sensibilmente variare.
Ogni 15 o 17 anni, l’opposizione si verifica entro poche settimane dal passaggio al perielio di Marte (il punto della sua orbita in cui si trova più vicino al sole), in questi casi il pianeta rosso si troverà molto vicino rispetto alla Terra. L’ultima grande opposizione di questo tipo si è verificata nel 2003, la prossima sarà nel 2018.
Per millenni l’uomo ha osservato nel cielo alcuni – astri erranti -, intrusi che si muovevano tra le immutabili stelle delle costellazioni: i pianeti. E per millenni i pianeti conosciuti sono stati solo cinque: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. Solo nel 1781, poco più di due secoli fa, William Herschel grazie all’utilizzo del telescopio cominciò ad allargare questa famiglia scoprendo Urano.
Oggi la nostra visione del Sistema Solare è molto dettagliata e ricca e va ben oltre i cinque pianeti visibili ad occhio nudo, che conosciamo in grande dettaglio grazie alle sonde spaziali, non solo come punti luminosi nel cielo ma come mondi che nascondono grandi bellezze e complessità. (Vedi anche i nostri articoli su – Le Meraviglie del Sistema Solare – )
Nelle sere della prima parte di Marzo i cinque pianeti visibili ad occhio nudo* e la nostra Luna saranno gli assoluti protagonisti del cielo. Potremo infatti osservarli tutti molto comodamente nel corso di una sola sera! Pronti? Ecco il programma di questo “tour planetario”.
Le notti saranno via via più corte, Martedi 20 Marzo inizierà la primavera con l’equinozio, ma le ore di buio sono ancora sufficienti per permetterci un tour del cielo straordinario che nel corso di una sola notte ci permetterà di osservare tutte le costellazioni del nostro cielo. I più esperti nell’osservazione al telescopio in proprio nel mese di Marzo si organizzano per correre una vera maratona celeste, la “maratona Messier”. Una vera “corsa” tra i 110 oggetti del cielo profondo (nebulose, ammassi stellari, galassie) contenuti nel catalogo Messier. Ma quest’anno le notti di Marzo ci regaleranno anche un’altra splendida opportunità, nella prima parte del mese potremo osservare tutti e 5 i pianeti conosciuti fin dall’antichità e visibili ad occhio nudo: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, a completare il tutto si aggiungerà anche la nostra Luna, una “maratona planetaria” da aggiungere a quella di Messier.
Cartina del cielo di Marzo da stampare e portare sotto il cielo stellato!
Video-guida: il cielo di Marzo in 4 minuti:
Guardando verso Est durante le serate di marzo si potrà scorgere con facilità la bella costellazione del Leone. Alla sua destra alta nel cielo ma meno cospicua troveremo la costellazione del Cancro. Sotto questa regione si trovano le deboli costellazioni del Sestante, Cratere e Hydra.
La stella più luminosa di questa regione di cielo povera di astri brillanti è Alphard che brilla tra le stelle dell’Hydra. Il significato di questa stella descrive molto bene la sua posizione in cielo: Alphard significa proprio “la solitaria”.
Quasi per compensare la mancanza di astri brillanti nelle parti più alte nel cielo appena sopra l’orizzonte NORD-EST vedremo sorgere Arturo, stella più luminosa dell’emisfero boreale, incastonata nella costellazione del Bovaro. Aspettando le h22 anche l’intera costellazione della Vergine, con la bianca Spica, sarà sorta sopra l’orizzonte EST.
Il cielo nelle sue regioni più alte è ancora dominato dalle costellazioni invernali, l’Auriga, i Gemelli e poco sotto il Toro. Orione e i suoi due Cani, Maggiore e Minore cominciano invece a declianre verso l’orizzonte ovest. Verso Nord troviamo l’Orsa Maggiore imponente, sembra che voglia “scalare” il cielo, dalla parte opposta brilla Cassiopea dalla inconfondibile forma a W.
In Marzo rivolgendo lo sguardo a Nord l’Orsa Maggiore sarà ben alta nel cielo,
comoda guida per rintracciare la stella Polare.
IN BREVE: nel cielo serale appena tramontato il Sole ad occidente potremo osservare Mercurio, basso sull’orizzonte, Venere e Giove. Verso Est tra le stelle del Leone sarà visibile per l’intera notte Marte mentre Saturno sorgerà attorno alle ore 22.
Mercurio brillerà sopra il cielo occidentale tra le luci del crepuscolo serale per le prima due settimane di Marzo. Non sarà un obiettivo semplice, la luce solare ancora presente tenterà di nascondere questo piccolo pianeta, ma le condizioni di osservabilità in Marzo saranno buone. Osservate appena dopo il tramonto, Mercurio scomparirà sotto l’orizzonte appena un’ora dopo il Sole.
Venere questo mese non sarà sola… insieme a Giove darà vita la sera del 13 Marzo ad una delle più belle congiunzioni dell’anno! I due pianeti si troveranno uno accanto all’altro. Il contrasto tra i due astri ci farà apprezzare anche la differente colorazione, bianca per Venere, leggermente gialla di Giove. Consigliamo di osservare i due pianeti fin da inizio mese per seguire questo balletto celeste che li porterà giorno dopo giorno più vicini.
Marte – Marzo è decisamente il mese del pianeta rosso, raggiungerà l’opposizione il giorno 3 mentre il 5 Marzo si troverà nel punto più vicino alla Terra. Per quanto questa opposizione non è certamente molto favorevole, la dimensione del disco di Marte non supererà i 14 secondi d’arco (sarà quindi grande quasi la metà rispetto all’opposizione del 2003) ma per rivederlo un po’ meglio dovremo aspettare almeno due anni, quindi tanto vale approfittarne! Brillerà di magnitudine -1,2 tra le stelle del Leone, un telescopio a 80X permetterà di osservare con facilità la calotta polare e qualche particolare sulla superficie marziana.
Giove ormai possiamo godercelo solo in prima serata, per fine Marzo lo vedremo tramontare sotto l’orizzonte occidentale prima delle h23. Immerso nell’aria turbolenta vicina all’orizzonte la visione del gigante del Sistema Solare non è più delle migliori. Ci regalerà però ancora un ultimo bellisimo “saluto” insieme a Venere (vedi il paragrafo dedicato a Venere)
Saturno comincia ad essere osservabile anche in orari serali. A fine Marzo lo vedremo sorgere sopra l’orizzonte EST attorno alle 21h30m e poco dopo la mezzanotte sarà già ben alto nel cielo. Le sue dimensioni apparenti stanno lentamente crescendo ma i suoi anelli sono già una visione superba!
Urano - Si sta avvicinando alla congiunzione con il Sole, le condizioni di visibilità di questo remoto mondo non sono favorevoli; chi volesse tentare può cercarlo nel cielo serale ancora illuminato dalle luci del crepuscolo. La sera del 4 Marzo si troverà in congiunzione con Mercurio.
Nettuno sorgerà poco prima del Sole ed avrà cattive condizioni osservative a causa della scarsa altezza sull’orizzonte e la vicinanza alla nostra stella.
3 Marzo 2012 - Opposizione di Marte. Nei giorni a cavallo dell’opposizioni si hanno le migliori condizioni di osservabilità del pianeta rosso.
4 Marzo 2012– una congiunzione “quasi impossibile” Mercurio ed Urano barileranno vicini nel cielo serale, appena dopo il tramonto. L’enorme differenza di luminosità ed il cielo ancora chiaro renderanno la ricerca e l’osservazione di Urano un compiuto impegnativo.
5 Marzo 2012 – Mercurio raggiunge la massima elongazione EST, si troverà a 18° di distanza dal Sole e sarà visibile nel cielo serale appena dopo il tramonto sopra l’orizzonte occidentale.
7 Marzo 2012 – nel cielo serale Marte brillerà poco sopra la Luna a poche ore dal plenilunio.
10 Marzo 2012 – intorno alle ore 22 sull’orizzonte Est vedremo sorgere un “trio” celeste, la Luna brillerà accanto alla stella Spica della Vergine, poco lontano brillerà Saturno.
12-13 Marzo 2012 – Bellissima congiunzione tra Venere e Giove, i due pianeti più luminosi del Sistema Solare si troveranno accostati, a meno di due gradi di distanza, nel cielo serale.
14 Marzo 2012 – Poco prima delle due di notte vedremo sorgere la Luna accompagnata dalla rossa stella Antares, cuore della costellazione dello Scorpione.
16 Marzo 2012 – la cometa C/2009 P1 (Garradd) di magn. 7.3 si troverà accanto alla stella Giausar (magn. 3,8) del Dragone.
20 Marzo 2012 – 6h14 (Tmec) Equinozio di Primavera
21 Marzo 2012 – Mercurio raggiunge la congiunzione inferiore con il Sole, nei prossimi giorni sarà visibile non più nel cielo serale ma in quello mattutino.
25 Marzo 2012 – Giove e la Luna “a barchetta” si troveranno uno accanto all’altra, una bella congiunzione visibile nel cielo serale. I due astri tramonteranno intorno alle ore 22.
26 Marzo 2012 – Una bella falce di Luna e Venere brilleranno vicine nel cielo serale fin da dopo il tramonto.
27 Marzo 2012 – La Luna nel suo “percorso celeste” si troverà questa sera tra due splendidi ammassi stellari, le Pleiadi e le Iadi entrambi della costellazione del Toro.
Legenda: Evento visibile ad occhio nudo Evento visibile con l’ausilio di un binocolo Evento visibile al telescopio.
Cometa C/2009 P1 (Garradd)
La sua luminosità è in caduta libera, a fine mese raggiungerà l’ottava magnitudine ma resterà in ogni caso un oggetto accessbile anche con un binocolo, osserando però sotto un cielo buio. In Marzo migliorerà drasticamente l’intervallo di visibilità, la cometà passera dal Drago all’Orsa Maggiore e muovendosi tra le costellazioni circupolari per noi osservatori del cielo boreale sarà ben visibile per l’intera notte, dal tramonto all’alba. Segnalamo l’avvicianamento del giorno 16 alla stella Giausar (magn. 3,8) del Dragone.
Nel cielo notturno è possibile seguire il movimento di alcuni satelliti e della Stazione Spaziale.
A Dicembre la stazione spaziale internazionale sarà visibile in orari serali nella seconda parte del mese.
Per sapere quando saranno visibili seguite la nostra guida su come osservare la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
A novembre del 2011, durante il convegno internazionale sulla Missione Cassini che si è svolto qui a Perinaldo, il nostro amico Mario Di Martino, astronomo all’Oss. di Pino Torinese, nostro ospite tra gli altri per l’occasione, ci proponeva di dedicare a Perinaldo un asteroide che un suo caro amico, purtroppo deceduto, Henri Debehogne, astronomo dell’Osservatorio Reale del Belgio a Uccle, aveva scoperto nel 1982.
La cosa ci ha subito entusiasmato e sono state subito avviate le pratiche di routine per la richiesta di attribuzione del nome Perinaldo al pianetino 7556; pratiche che lo stesso Mario Di Martino ha portato avanti; e la risposta positiva ci è arrivata proprio ieri.
Siamo molto contenti e orgogliosi, il nome di Perinaldo è ora “inciso” anche tra le stelle che tanto amiamo.
Grazie Mario !
Perinaldo, borgo medievale del ponente ligure e paese natale di importanti astronomi.
(7556) Perinaldo = 1982 FX2
Scoperto il 18 Marzo 1982 da H. Debehogne all’ European Southern Observatory (La Silla, Chile)
In onore di Perinaldo, un accogliente borgo della Liguria (Italia),
dove è nato il grande astronomo Giovanni Domenico Cassini (1625-1712) .
A Perinaldo un ben organizzato gruppo di astronomi amatoriali è molto
attivo nella divulgazione dell’astronomia.
Nome suggerito da M. Di Martino
Il pianetino (7556) Perinaldo fu scoperto su una lastra fotografica il 18 marzo 1982 dall’astronomo belga Henri Debehogne con un telescopio dell’Osservatorio Australe Europeo (ESO) di La Silla, sulle Ande cilene.
Ha un diametro di circa 9 km, si trova tra le orbite di Marte e Giove nella Fascia Principale degli asteroidi e impiega 5 anni meno 15 giorni a completare la sua orbita, che praticamente giace sul piano dell’eclittica (il piano dell’orbita della Terra), ma è abbastanza eccentrica. Ciò fa sì che la differenza di distanza dal Sole quando si trova alla minima distanza (perielio) e quella in cui si trova più lontano (afelio) è di circa 100 milioni di km.
Debehogne ci ha lasciati nel dicembre 2007 all’età di 78 anni. Astronomo di vecchio stampo dell’Osservatorio Reale del Belgio a Uccle,
specializzato nello studio di asteroidi e comete, nella sua lunga carriera ha scoperto più di 700 pianetini. E’ il primato dell’era in cui ai minuscoli pianeti si dava la caccia fotografando zone del cielo promettenti. Henri era un caro amico, che trascorreva più di 2 mesi all’anno all’osservatorio di La Silla dando la caccia agli asteroidi. Lo ricordo quando ci incontravamo alla fine di lunghe notti di osservazioni al buffet dell’osservatorio sempre contento e soddisfatto del suo paziente lavoro.
Sono certo che sarebbe entusiasta della dedica del nome Perinaldo ad uno degli asteroidi da lui scoperto. Il suo record rimarrà imbattuto: negli ultimi anni, infatti, i programmi di scoperta che si avvalgono di telescopi automatici e della tecnologia CCD hanno sostituito la pazienza degli astronomi.
Mario Di Martino
INAF – Osservatorio Astronomico di Torino
Vostok in realtà non è un lago vero e proprio: quantomeno non uno di quelli su cui potete fare un giro in pedalò. Al massimo due piroette coi pattini. Già, perché l’acqua liquida si trova sotto uno strato di circa 4 chilometri di ghiaccio. In effetti, per un sacco di tempo nessuno ha nemmeno saputo che sepolto da quelle parti ci fosse un lago, fino a quando, negli anni ’70, non si è scoperta la cosa analizzando la zona con il radar. In effetti, quando negli anni ’90 gli scienziati hanno cominciato a fare carotaggi nel ghiaccio che copre il lago Vostok, si sono accorti che, anche scendendo a profondità sempre più elevate, si continuavano a riportare in superficie campioni contenenti forme di vita. Capirete che la cosa ha acceso l’interesse degli astrobiologi. Perché ci sono posti, nel sistema solare, le cui condizioni ambientali potrebbero non essere molto lontane da quelle del lago Vostok.
Anche gli astronomi vanno in Paradiso….
Anche se il Paradiso in questione è su questa terra ed è il complesso di telescopi europei VLT, 4 bestioni d 8 metri di diametro (lo specchio principale) più vari telescopi ancillari di gran pregio per il monitor del cielo, fra cui l’inglese Vista e l’italiano VST. Sono, questi due, in pratica due camere fotografiche a grand’angolo mentre i bestioni VLT sono 4 super super teleobiettivi.
E’ avvenuto lo scorso Venerdì 3 Febbraio il lancio del terzo satellite iraniano, a dimostrazione di una determinata maturazione tecnologica della nazione mediorientale. Il satellite, o forse sarebbe meglio dire, microsatellite, è stato interamente costruito con tecnologie domestiche dagli studenti della Sharif University of Technology ed è stato denominato Navid (“Promessa”), pesa 50 kg e raccoglierà dati meteorologici monitorando l’evolversi di situazioni relative ai disastri ambientali.
L’evento principale dello scorso mese di gennaio è stato purtroppo il rientro in atmosfera della sonda russa Fobos-Grunt, che ha posto fine ai tentativi di recuperare la missione verso il più grande dei satelliti di Marte e che era bloccata in orbita bassa terrestre dal novembre scorso.
Il mese di febbraio sarà un mese abbastanza di routine per le missioni interplanetarie attualmente in corso, con la maggior parte delle sonde operative che sono nel pieno della loro missione scientifica.
Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e quelle in fase di preparazione.
Andiamo verso un riscaldamento globale ed è colpa nostra: questo ci dicono i climatologi. Da due secoli pompiamo anidride carbonica nell’atmosfera, rinforzando l’effetto serra. Questa conclusione dipende naturalmente da ciò che sappiamo sul clima del passato, anche remoto. E certo è facile scoprire com’era in epoca moderna, da quando cioè sono disponibili strumenti di misura precisi ed esistono raccolte complete di dati climatologici. Ma… prima? Come si fa con le epoche precedenti? Ebbene, si fa. Ci sono indicatori che permettono di ricostruire il clima del passato. E di recente hanno consentito pure di capire come si è scatenata la Piccola Era Glaciale. | Di Marco Cagnotti Via: cdt.ch
Clyde William Tombaugh è probabilmente uno dei più famosi astronomi del secolo scorso, ed è l’ultimo ad aver scoperto un pianeta del Sistema Solare, anche se ora è declassato a pianeta-nano. ma Tombaugh, anche se è famosissimo per la scoperta di Plutone, ha fatto molte altre scoperte, trovando tanti dei più grandi asteroidi che conosciamo oggi, diversi ammassi stellari e galassie e ha persino studiato l’apparente distribuzione di nebulose extragalattica. Ha inoltre fatto molte osservazioni dettagliate della superficie di Marte, Venere, Giove, Saturno e la Luna. Tutto questo senza il vantaggio di avere, come oggi, telescopi spaziali, osservatori giganteschi e sonde interplanetarie.
Sul pianeta considerato il ‘gemello bollente della Terra’ il giorno sembra si sia allungato di ben 6 minuti e mezzo in poco più di 20 anni. E’ questo il sorprendete risultato di un lavoro condotto da un team internazionale di scienziati confrontando i dati raccolti dalla sonda Magellan con quelli dello spettrometro italiano VIRTIS a bordo della sonda Venus Express dell’ESA.
Un fenomeno simile accade anche sulla Terra, ma l’entità in paragone è trascurabile ed inoltre mostra oscillazioni di tipo stagionale, legate dal cambiamento della circolazione dei venti su scala globale nel corso dell’anno.
Testato con successo il nuovo motore razzo della capsula Dragon SUPERDRACO, maggiore sicurezza per gli astronauti, video by SpaceX!
Superdraco è una versione avanzata dei motori DRACO, attualmente utilizzati dalla capsula Dragon per compiere manovre orbitali e nelle fasi di rientro. Otto motori Superdraco distribuiti intorno allo scafo di Dragon costituiranno il nuovo sistema LAS e saranno in grado di fornire fino a 44.789 Kg (120000 pound) di spinta assiale per allontanare la capsula in caso di emergenza.
Sembra il timone di un grande vascello dei pirati, ma è la parte centrale della galassia a spirale barrata NGC 1073, che si trova nella costellazione della Balena (Cetus) . La nostra Galassia, che non possiamo ovviamente fotografare “da fuori” deve essere abbastanza simile a questa, dato che è anch’essa una spirale barrata di notevoli dimensioni.
La capsula d’atterraggio di Luna 9 pesava 99 kg, era ermeticamente chiusa e conteneva un sistema televisivo per la raccolta di immagini, una radio, un sistema di controllo della temperatura, batterie ed altri apparati scientifici.
Il modulo allunò nell’Oceanus Procellarum il 3 febbraio e subito furono aperti i quattro petali che racchiudevano e proteggevano la sonda in modo da stabilizzarla sul suolo lunare. Furono dispiegate le antenne e il sistema televisivo, grazie a degli specchi orientabili, iniziò a riprendere il panorama lunare.
Ultimo Commento