Con il cielo di Aprile possiamo affaciarci con comodità ed in prima serata al “regno della galassie”. Le costellazioni del Leone, della Vergine, della Chioma di Berenice sono veri forzieri di questi effimeri gioelli celesti, visibili però solo sotto un cielo buio e con telescopi di buona apertura. Ma durante il mese avremo modo di assistere a diversi eventi celesti che non richiedono l’utilizzo di strumenti ottici, potremo quindi goderci il clima ormai mite della primavera per scrogere un buon numero di stelle cadenti Liridi, la cui massima attività si verificherà nella notte del 21 Aprile, oppure seguire la Luna che nel corso del mese si avcicinerà ad astri e pianeti regalandoci splendide congiunzioni.
Video – Guida al cielo di Aprile
Cartina del cielo di Aprile da stampare e portare sotto il cielo stellato!
Per un maggiore dettaglio consigliamo l’acquisto di un buon astrolabio.
Domina il cielo la costellazione del Leone con la bella stella Regolo (2). Alla sua destra troveremo la costellazione del Cancro. Sotto questa regione se osseviamo da un cielo buio possiamo rintracciare le deboli costellazioni del Sestante, Cratere e Hydra. La stella più luminosa di questa regione di cielo povera di astri brillanti è Alphard che brilla tra le stelle dell’Hydra.Il nome di questa stella descrive molto bene la sua posizione in cielo: Alphard significa “la solitaria”.
L’asterismo del grande Carro è un punto di partenza ideale per raggiungere e riconsocere le stelle primaverili.
Certamente il mese di Marzo è stato uno dei più ricchi di eventi, dalla visibilità di ben 5 pianeti alla splendida congiunzione Venere – Giove. Non possiamo quindi che chiudere in bellezza, godendoci le spettacolari “scenografie” che la Luna preparerà per noi nel cielo serale di questi ultimi giorni del mese.
Il “sorriso della Luna” o “Luna a barchetta” negli ultimi giorni del mese.
Dove guardare: rivolgete lo sguardo verso l’orizzonte OVEST. Venere e Giove sono luminossisimi non potrete confonderli.
Cosa guardare:oltre alle spettacolari congiunzioni (avvicinamenti prospettici di astri celesti) non mancate di seguire giorno dopo giorno l’evoluzione della fase lunare, quasi impalpabile la sera del 24, già consistente e luminosa la sera del 27. Il sorgere della Luna ritarda di circa 50 minuti ogni giorno, la Luna, quindi, resta “indietro” di circa 13 gradi al giorno rispetto al Sole. Il movimento della Luna tra gli astri da semplice nozione in queste sere potrà apparirivi come un fatto evidente.
Sera del 24 Marzo, la Luna a “barchetta” seguita da Giove, Venere e più in alto l’ammasso stellare delle Pleiadi.
Sera del 25 Marzo, la sottile falce di Luna “sorriderà” tra le luci del crepuscolo vicino a Giove.
Sera del 26 Marzo, lo spicchio di Luna cresce e diventa pù luminoso ormai vicino alla brillante Venere.
Sera del 27 Marzo, una cascata di astri. La Luna si trova tra l’ammasso stellare delle Iadi, con la rossa stella Alderan del Toro, e le Pleiadi. Più in basso Venere e Giove si avviano verso il tramonto.
Due stelle vicine nel cielo di Marzo, in realtà si tratta dei due pianeti Venere e Giove.
È bene ribadirlo fin da subito, questo spettacolare incontro sarà solo prospettico, i due pianeti sono in realtà separati da un abisso di centinaia di milioni di km, ma questo probabilmente aggiunge fascino ad un evento già di per sé magnifico.
Le dimensioni in scala di Giove e di Venere
Giove e Venere nelle sere tra il 12 ed il 13 Marzo 2012.
I due pianeti più luminosi del Sistema Solare nelle sere di Marzo li vedremo avvicinarsi, incontrarsi e poi allontanarsi. Una vera esibizione celeste da seguire sera dopo sera sopra l’orizzonte OVEST. Nelle sere del 12 e del 13 Marzo si troveranno vicinissimi reglandoci uno splendido incontro.
Il movimento dei due pianeti nelle sere della prima metà di Marzo.
Con un binocolo sarà facile inquadrare entrambi i pianeti, ma anche un piccolo telescopio usato a bassi ingrandimenti nelle sere più vicine alla congiunzione ci permetterà di vederli insieme, mostrandoci la fase di Venere ed i 4 satellite intorno a Giove. Non ci resta che augurarvi cieli sereni e buone osservazioni!
p.s. aspettiamo le vostre foto su Facebook o su Twitter saranno pubblicate in questo articolo!
Il Sole grande protagonista nelle notizie raccolte questa settimana, ma non mancano importanti scoperte dalla sonda Cassini e le ricerche di metodi per individuare la vita nello spazio!
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L’ultima occasione del secolo per assistere al transito di Venere si avvicina, e gli astronomi si stanno già preparando per sfruttare al meglio l’opportunità anche da un punto di vista scientifico: dall’analisi dell’atmosfera del pianeta all’affinamento delle tecniche per lo studio dei pianeti extrasolari. «Questo transito di Venere sarà l’ultimo nell’arco della nostra vita, e ci offrirà un’opportunità unica di osservare da vicino un pianeta simile alla Terra mentre passa davanti a una stella simile al Sole», spiega Thomas Widemann
Questa mattina, 5 Marzo 2012, alle ore 04:13 minuti TU si è verificata sul Sole un’imponente eruzione di calsse X1. Eccola nelle immagini riprese dalle sonde spaziali.
Una ricerca svolta al Caltech getta nuova luce sul meccanismo di formazione dei flare, i poderosi scoppi di energia liberati dal Sole responsabili delle “tempeste” che (come è accaduto anche di recente) investono il nostro pianeta (scombussolando qualche apparato elettronico).
Una simile notizia l’avevo già data nel 2010 per Rhea, una luna ghiacciata di Saturno.
Adesso è il turno di un’altra luna sempre dello stesso pianeta gigante. La sonda NASA/ESA/ASI Cassini ha individuato per la prima volta ioni di ossigeno molecolare intorno a DIONE, confermando così la presenza di una tenue atmosfera nella luna di Saturno.
La densità di questi ioni di ossigeno è però di circa 1 ogni 11 centimetri cubici di spazio (90.000 per metro cubo), molto, molto poco in confronto alla Terra.
Il mercoledì in prima serata su Rai 5 prende il via una serie di appuntamenti dedicati alla scienza.
Il primo è l’ Era spaziale, una serie in quattro documentari prodotti dalla Bbc, che offre una inedita prospettiva su una straordinaria organizzazione e su uno dei più grandi desideri dell’uomo: la conquista dello spazio.
Fondata nel luglio del 1958 dal governo degli Stati Uniti, la NASA ha aperto la strada al futuro dell’esplorazione spaziale ed alla scoperta scientifica.
Raccogliendo materiale d’archivio mai visto prima ed i filmati che hanno fatto la storia, questa serie racconta la vita del leggendario Ente Nazionale per le attività Spaziali ed Aeronautiche degli USA, nato agli albori della Guerra Fredda.
E’ un lago speciale. Lungo quasi come la distanza tra Napoli e Bari. Temperatura dell’acqua: -3. Quell’acqua si raccoglie nel bacino da 15 milioni di anni. Il lago, dove non possiamo certo andare in pattino, si trova sotto 4 km di ghiaccio. E’ una storia che è anche un thriller: quali forme di vita microbica ci sono li sotto? Come hanno fatto a sopravvivere al buio, con scarsi nutritivi e senza possibilità di uscire fuori? Alcuni scienziati russi hanno deciso di non aspettare ancora: perforando anche gli ultimi metri di calotta. E’ un bene? Non c’è il rischio di contaminare tutto? – Ascolta la puntata.
nsieme alla luna Europa, di Giove, la luna Encelado di Saturno è diventata una delle destinazioni più intriganti dell’intero Sistema Solare per andare alla ricerca di vita extraterrestre. Prima della missione Cassini, l’idea generale era che fosse una piccola palla di ghiaccio e roccia, ma ha sorpreso tutti quando l’orbiter della NASA ha scoperto dei spettacolari geyser di cristalli di ghiaccio d’acqua ricchi anche di minerali e composti organici, vicino al Polo Sud della luna. Le implicazioni sono davvero notevoli: Encelado, come Europa, potrebbe avere un grande oceano di acqua liquida sotto la sua superficie, ma diversamente da Europa, l’acqua è in grado di uscire fuori dalla superficie attraverso delle fessure, eruttando nello spazio attraverso giganteschi pennacchi. Sin dalla scoperta di questo fenomeno si è pensato a modi in cui poter esplorare meglio questi geyser, ma ora, un nuovo progetto da parte dell’Agenzia Spaziale della Germania, chiamato Enceladus Explorer, ha come obbiettivo quello di iniziare a mettere le basi per una futura missione che indaghi sulla possibilità della vita in questo oceano su Encelado.
Tutti abbiamo visto la cosiddetta luce cinerea, quella debole luminescenza che lascia intravedere con difficoltà le principali strutture superficiali della Luna, soprattutto 3-4 giorni prima e dopo la fase nuova. In quella luce c’è qualcosa che va ben al di là dell’elemento spettacolare e romantico, c’è la luce della Terra che rimbalzando sul nostro satellite torna verso di noi. Da tempo i ricercatori stanno studiando quella debole luce per trovarvi i segni della vita terrestre, così da costruire un modello che possa essere applicato alle atmosfere dei pianeti extrasolari. Dopo numerosi tentativi senza particolari successi, un team facente capo all’ESO ha sfruttato le proprietà della luce polarizzata per evidenziare la presenza di alcuni elementi chiave che in luce normale non sarebbero distinguibili.
Scoprire Mercurio nel cielo serale o mattutino (il piccolo pianeta essendo molto vicino al Sole è visibile solo per un breve periodo o prima dell’alba o dopo il tramonto) è una esperienza particolare e sicuramente non molto comune. Le luci del crepuscolo non renderanno facilissima la sua individuazione ma non demordete, seguite i nostri consigli e provate questa piccola sfida astronomica.
In questi primi giorni di Marzo l’elusivo pianeta è tutto sommato non troppo difficile da rintracciare nel cielo serale, il giorno 5 raggiungerà la massima elongazione est, ovvero la sua massima distanza dal Sole. Sarà visibile per poco più di un’ora dopo il tramonto del Sole, una buona occasione per osservarlo e raggiungere la prima tappa del tour tra i pianeti del Sistema Solare che potrete compiere in queste sere.
Mercurio ad occhio nudo, dove cercarlo?
Per rintracciare il piccolo pianeta dovrete osservare dopo il tramonto del Sole verso l’orizzonte OVEST, assicuratevi di non avere impedimenti visivi (case, alberi, montagne), sarà abbastanza brillante da poter essere osservato comodamente ad occhio nudo. In questo periodo, almeno fino al giorno 5, potrete anche farvi guidare da Venere e Giove che risplendo più luminosi ed alti nel cielo. Seguite l’allineamento di questi due pianeti fino ad incontrare un piccolo puntino luminoso: complimenti avete raggiunto Mercurio!
Mercurio in queste sere, fotografia condivisa nella nostra pagina FaceBook da Maurizio Tozzi,
cliccate sull’immagine per ingrandirla.
Mercurio al telescopio.
Mercurio al telescopio ci mostra le sue fasi, il giorno 4 marzo raggiungerà la dicotomia, sarà quindi illuminato esattamente per metà.
Ma potrete constatare il cambio della fase in pochi giorni, seguendolo fino al giorno 10 lo vedrete apparire giorno dopo giorno un po’ più grande ma con una fase progressivamente più stretta.
Mercurio è il pianeta più vicino al Sole e anche il più piccolo. La sua densità media di 5,43 g per cm cubo è quasi eguale a quella terrestre. La sua superficie butterata da crateri è molto simile a quella della Luna, e come la Luna non ha atmosfera. A causa della mancanza di questa, e quindi in assenza dell’effetto serra, la temperatura varia da 430 gradi centigradi sulla parte esposta al Sole, a 185 sulla parte in ombra.
Dati fisici:
massa: 0,0553 massa Terra
raggio equatoriale: 2439 km, pari a 0,382 raggio Terra
densità media: 5,43 g per cm cubo (densità acqua 1 g per cm cubo)
periodo di rotazione: 58 giorni 15 ore 36 minuti
inclinazione dell’equatore sul piano orbitale: 2 gradi
Dati orbitali:
distanza media dal Sole: 57,91 milioni di km, pari a 0,39 U.A. (unità astronomica=distanza media Terra-Sole)
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