Venere, il più luminoso dei pianeti, brilla in questo inizio 2012 nel cielo serale, ben visibile per qualche ora dopo il tramonto del Sole sull’orizzonte OVEST. È magnifica quando brilla solitaria tra i colori del tramonto e sembra davvero voler fare da guida a tutte le altre stelle che timidamente si accendono nel firmamento, ma in alcune sere possiamo trovarla vicino alla Luna – in congiunzione – e lo spettacolo lascia davvero senza parole.
È successo negli scorsi giorni ed abbiamo chiesto a voi che ci seguite di provare a fotografare l’evento, come sempre la risposta è stata ottima ed attraverso la nostra pagina Facebook sono arrivate foto da tutta Italia. Vogliamo condividerle qui con le parole scritte nel 1908 dal Cap. ISIDORO BARONI.
Che gli animali……quadrupedi non si occupino delle cose belle che mostra il Cielo è naturale perchè il loro muso si allunga sempre verso terra in cerca di pastura, ma che altrettanto succeda a dei bipedi implumi è cosa che noi non sappiamo assolutamente comprendere, e che interpretiamo come un indizio grave di abbruttimento.
Eppure quanta parte della umanità rimane indifferente dinanzi al sublime spettacolo del firmamento ! “Espero e Lucifero” – 12 Aprile 1908
Un grande ringraziamento a tutti gli amici che hanno condiviso con noi le loro foto!
Mi sono perso l’evento!
Nessun problema, ecco quando la Luna incontrarà di nuovo Venere nel cielo serale:
25 Febbraio 2012
26 Febbraio 2012 – la Luna brillerà tra Venere e Giove!
Le straordinarie lune in orbita attorno al più grande dei pianeti: Giove.
A milioni di km dalla Terra possiamo trovare una luna ricca di vulcani, con impressionanti eruzioni, intrappolata in una morsa gravitazionale con forze mareali così imponenti da far spostare le rocce. Benvenuti su Io!
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TRASCRIZIONE
Io dista da Giove all’incirca quanto la nostra Luna dista dalla Terra, ma non dimenticate che all’esterno dell’orbita di Io ci sono le sue due lune sorelle: Europa e Ganimede.
Io subisce l’influenza non solo dell’attrazione gravitazionale di Giove, ma anche dell’attrazione delle sue lune vicine. È questa guerra gravitazionale che cospira per dare vita ad Io.
Io ha un rapporto molto interessante con Europa e Ganimede perché per ogni quattro orbite che Io compie intorno al pianeta Europa ne completa quasi esattamente due e Ganimede solamente una. Periodicamente, si allineano insieme, bang, bang, bang, Io riceve un “calcio gravitazionale” su una base molto regolare che riesce a modificare una bella orbita circolare in una orbita ellittica o eccentrica.
Io si avvicina a Giove e poi si allontana da Giove, e poi di nuovo vicino a Giove.
La gravità di Giove è così grande, che ha l’effetto di allungare e schiacciare Io. Ora, immaginate fosse una palla da squash. Se allungate e schiacciate allungate e schiacciate, si scalda per attrito, e la stessa cosa succede a questa luna. Il potere dell’interazione gravitazionale tra Giove ed Io è straordinario. Contorce la forma di questa piccola Luna, muove le rocce come fossero acqua. Ora, questo cratere è di circa, 30 metri dalla base che si vede laggiù fino al bordo dell’orlo. Io, quando orbita intorno Giove ogni 1,8 giorni, flette di qualcosa come 100 metri. Tre volte l’altezza di quel cratere.
Ricorda, la superficie di Io è più o meno come questa,roccia, quindi immagina la quantità di energia che riceve, e tutta l’energia proviene dal campo gravitazionale di Giove, ed è l’energia che alimenta i vulcani.
Io è un mondo al di là della nostra immaginazione. Le sue connessioni gravitazionali uniche forniscono una apparentemente inesauribile fonte di calore. Così come ai suoi enormi laghi di lava, il calore da vita alle più grandi eruzioni vulcaniche nel Sistema Solare.
Roccia fusa e gas esplodono fuori dalla superficie ghiacciata. Il gas si espande, trasforma la lava in una gigantesca fontana di particelle fini. Con la debole gravità e un’atmosfera rarefatta, i pennacchi vulcanici di Io possono raggiungere i 500 km sopra la superficie della luna.
Questo incredibile fenomeno, vulcanico, è generato dalle più semplice delle leggi della fisica, la legge che dice che il calore contenuto in un pianeta deve alla fine trovare un modo per fuggire nel freddo dello spazio. Ma questo è un modo spettacolare per
le leggi della fisica di mostrarsi.
Nel più inaspettato dei luoghi nelle più fredde porzioni del sistema solare, le leggi della fisica creano un mondo di infuocata meraviglia, e Io non è solo.
Molte delle centinaia di lune nel Sistema Solare non sono mondi morti, sterili e poco interessanti, ma mondi attivi, spesso violenti, ma sempre meravigliosi.
Io è affascinante.
La sua energia non deriva da una fonte interna come fa la Terra. Estrae l’energia orbitando attorno al suo gigantesco pianeta, Giove, e per tutti questi motivi, Io è una meraviglia del Sistema Solare.
La nostra esplorazione dei pianeti e le lune in orbita intorno alla nostra stella ci ha dato preziose informazioni sulla natura del nostro mondo. La nostra visione sul posto della Terra nello spazio si è capovolta. Fuori ci sono molti mondi veramente violenti e ostili, ma sono guidati dalle stesse leggi che formano e controllano il nostro mondo.
E così, suppongo, è per molti versi un miracolo che esistiamo.
Il nostro Sistema Solare è come un laboratorio cosmico. Fino a quando non ci siamo andati, non avevamo idea di che cosa le leggi della natura potessero produrre. Credo che una delle più importanti lezioni che ci ha insegnato l’esplorazione del Sistema Solare è che le leggi della natura con il più piccolo dei cambiamenti sono in grado di creare mondi molto diversi.
Vediamo ora come la vita e la morte di pianeti e lune è regolato dalle interconnessioni che si estendono nel Sistema Solare, e noi non saremmo qui se non fosse stato per queste connessioni.
Wonders Of Solar System è una pluripremiata serie televisiva del 2010 co-prodotta dalla BBC e da Science Channel, e condotta dal fisico Brian Cox. La serie, tra le più belle nel panorama divulgativo astronomico, purtroppo non è tradotta in italiano, per questo ci stiamo impegnando a sottotitolare i clip pubblicati dalla BBC su YouTube.
“Viviamo in un mondo di meraviglie. Un luogo di straordinaria bellezza e complessità. Abbiamo vasti oceani ed un clima incredibile.
Gigantesche montagne e paesaggi mozzafiato.Se pensate che questo è tutto quello che c’è, che il nostro pianeta esiste in una magnifica isolazione, allora vi sbagliate. Siamo parte di un ecosistema molto più ampio, che si estende ben oltre il limite della nostra atmosfera.
Come fisico sono affascinato da come le leggi della natura che hanno formato tutto questo, hanno anche formato mondi oltre il nostro pianeta.
Penso che stiamo vivendo la più grande era di scoperte che la nostra civiltà abbia mai conosciuto.” Brian Cox
Di cosa sono fatti gli anelli di Saturno? Perché riusciamo ad osservarli così bene nonostante si trovino a più di un miliardo di km di distanza da noi? Le risposte in questo video tratto dalla serie “Wonders of Solar System”. Il prof. Brian Cox ci porterà in Islanda per scoprire il panorama terrestre più simile a quello che potremmo vedere se ci trovassimo tra gli anelli di Saturno.
Tra le stelle della debole costellazione della Volpetta brilla un gruppo di stelle descritto per la prima volta dall’astronomo persiano Al Sufi ( 903-986 d.C. ). Ad occhio nudo si mostra come un piccolo grappolo di stelle visibili solo sotto un cielo buio, ma un binocolo è il miglior strumento per notare la straordinaria particolarità di questo oggetto, che rivela anche il motivo del suo curioso nome: l’appendiabiti.
Ecco come appare l’asterismo Collinder 399 in un piccolo binocolo, il gancio dell’appendiabiti risulta in basso.
Questo gruppo di stelle è stato inserito con il numero 399 nel catalogo di ammassi aperti compilato dall’astronomo svedese Per Arne Collinder negli anni ’30. Grazie a studi più recenti si è in realtà appurato che non si tratta di un ammasso aperto ma di un semplice asterismo, le stelle che compongono questo oggetto sono vicine solo prospetticamente ma non hanno nessun legame fisico tra loro.
Un binocolo o un piccolo telescopio, con un massimo di 20 ingrandimenti, sono gli strumenti migliori per osservare al meglio questo oggetto.
Partendo dalla luminosa stella Altair dell’Aquila muovetevi in direzione di Vega, a circa un terzo della distanza che separa queste due stelle incapperete facilmente nel nostro “appendiabiti celeste”.
Nome: Collinder 399
Costellazione: Vulpecula
Ascensione Retta: 19h25m
Declinazione: 20°11′
Magnitudine complessiva: 3.6
Dimensione: 60′
Tipo: Asterismo
Nome comune: The Coathanger , l’appendiabiti, Al Sufi’s Cluster
Quando Orion dal cielo
declinando imperversa,
e piogge e nevi e gelo
sopra la terra ottenebrata versa
Così scriveva Giuseppe Parini ne “La Caduta”, ma la bella costellazione di Orione, oltre al brutto tempo tipico della stagione invernale in cui è ben visibile nei nostri cieli, porta con se stupendi oggetti celesti, molti dei quali offrono splendide visioni anche con un piccolo binocolo.
All’interno della costellazione le 3 luminose stelle della “cintura” attraggono anche lo sguardo più distratto, quasi perfettamente allineate e abbastanza luminose da essere visibili ad occhio nudo anche tra le luci della città.
Le 3 stelle della cintura, Alnitak , Alnilam e Mintaka , insieme ad un altro centinaio di stelle vicine formano un associazione stellare, lontana in media 1.400 anni luce, chiamata Collinder 70. Non solo quindi le vediamo apparentemente vicine nel cielo ma sono legate da una debole attrazione gravitazionale. Questi legami sono effimeri (in tempi astronomici) queste stelle si “faranno compagnia” ancora per pochi milioni di anni.. giusto il tempo per dargli uno sguardo
Si tratta di un oggetto dove il binocolo non ha rivali! In un telescopio si potrebbe vedere solo una parte di questo magnifico gruppo stellare. In una notte scura e senza luna, osservando Collinder 70 con tutte le sue stelle raggruppate attorno alle luminose tre stelle della cintura, è difficile riuscire a non restare affascinanti dallo spettacolo che questa porzione di cielo ci offre.
Nonostante sia una delle porzioni di cielo più osservate e fotografate può riservare sempre piacevoli sorprese, come un bel cuore composto da stelle… fotografato distrattamente ieri sera mentre facevamo dei test all’attrezzatura dell’osservatorio. Girando sottosopra l’immagine è facile notare il contorno di una grande cuore, peccato che San Valentino sia ormai passato
Cercando velocemente su internet non sembra sia mai stato descritto, nell’osservazione visuale, con un binocolo ad esempio, risulta difficile da individuare perchè capovolto e in alcuni punti formato da stelle abbastanza deboli. La prossima volta che osserverete la cintura di Orione provate a scoprire anche il suo cuore
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