Nei primi giorni del 1610 Galileo puntò il suo rudimentale cannocchiale verso Giove notando vicino al pianeta 3 punti luminosi. In un primo momento pensò che si trattasse di semplici stelle, ma ripetendo le osservazioni capì presto che c’era un legame tra quegli astri e Giove. Ne ebbe la certezza il 10 Gennaio 1610 quando capì di trovarsi di fornte ad una straordinaria scoperta. Non tutto ruotava attorno alla Terra.
Me ecco le parole di Galileo Galilei dal suo Sidereus Nuncius:
Ma il giorno dieci le stelle mi apparvero in questa posizione rispetto a Giove
cioè ve n’erano due soltanto, ed entrambe orientali: la terza, come supposi, era nascosta sotto
Giove. Erano come prima sulla stessa retta con Giove, e poste esattamente secondo la linea
dello Zodiaco. Quando vidi questo e compresi che in alcun modo potevano attribuirsi a Giove
simili spostamenti, sapendo inoltre che le stelle osservate eran sempre le stesse (nessun’altra
precedente o seguente ve n’era entro grande intervallo sulla linea dello Zodiaco), mutando la
perplessità in meraviglia, compresi che l’apparente mutazione non era di Giove ma delle stelle
da me scoperte; e per questo pensai di dovere da allora in poi osservare a lungo il fenomeno
attentamente e scrupolosamente.
Successivamente Galileo avvistò anche una quarta luna, ma Io, Europa, Ganimede e Callisto sono solo i 4 satelliti più grandi degli oltre 60 che orbitano attorno a Giove.
Ripetere l’osservazione:
a 402 anni dall’osservazione di Galileo possiamo provare a cercare i satelliti di Giove, ben visibile in queste sere . Sarà l’astro più luminoso presente in cielo dopo le ore 20.
Con un binocolo saldamente impugnato, consigliamo di appoggiarvi contro qualcosa per diminuire le vibrazioni, potreste riuscire già ad individuare buona parte dei quattro satelliti. Un piccolo telescopio vi mostrerà con facilità questi lontani corpi celesti.
Ecco la posizione dei satelliti galileiani questa sera:
Dalla notte del 24 Settembre 1846, quando fu scoperto il pianeta Nettuno, ad oggi, 12 Luglio 2011, sono passati 164,79 anni terrestri ma appena un anno “nettuniano”.
Proprio oggi Nettuno ha finalmente completato la sua prima orbita intorno al Sole dal momento della sua scoperta. Un tempo estremamente lungo dovuto alla grande distanza dal Sole di questo remoto mondo. Nettuno si trova a quasi 4,5 miliardi di km dal Sole contro gli “appena” 150 milioni di km della nostra Terra.
Confronto immaginario tra le dimensioni di Nettuno e la Terra
Nettuno è un pianeta gassoso, il quarto per dimensioni nel Sistema Solare, la sua atmosfera è composta principalmente da idrogeno ed elio ed è abbastanza freddo, con temperature prossime ai -218 ° C.
Osservare Nettuno al telescopio.
Anche con strumenti piuttosto importanti Nettuno non si svela nella magnificenza che la sonda Voyager 2 ci ha mostrato nelle sue foto che trovate pubblicate anche in questo articolo. Forzando gli ingrandimenti si riesce a distinguere il piccolo disco del pianeta, inconfondibile anche se flebile, la colorazione blu-azzurra dovuta alla presenza di metano in atmosfera.
Nettuno non è visibile ad occhio nudo, è quindi necessario conoscerne la posizione, operazione fattibile in modo molto semplice con un planetario per computer come Stellarium.
L’8 Giugno del 1625 nasceva qui a Perinaldo il grande astronomo Gian Domenico Cassini.
Vogliamo festeggiare questo anniversario attraverso le belle immagini di Saturno e dei suoi satelliti inviate sulla Terra dalla sonda che ora porta il suo nome.
12 Aprile 1961 – 12 Aprile 2011 – 50 anni fa un uomo, Yuri Gagarin, conquistò lo spazio.
Guarda il documentario completo, grazie ai video girati sulla Stazione Spaziale è possibile osservare ciò che video Gagarin in quel suo primo volo, ascoltando la sua voce.
Nel 2007 è andato in onda nel programma radiofonico “Alle otto della Sera” (una bellissima trasmissione di Radio2 purtroppo cancellata dal palinsesto…) un ciclo curato dall’astronauta Umberto Guidoni e dedicato alla storia della conquista spaziale.
50 anni fa Gagarin fu il primo uomo a raggiungere lo spazio e segnò un passo fondamentale in questa grande esplorazione.
Nel racconto di Guidoni possiamo rivivere le tante conquiste e le tante difficoltà di una vera e propria avventura verso uno degli ambienti più ostili e pericolosi per l’uomo, lo spazio.
Dallo Sputnik allo Shuttle – Alle 8 della sera dedica questo ciclo all’era spaziale affidandone la conduzione all’astronauta Umberto Guidoni, che ha partecipato a due voli nello spazio con lo Space Shuttle ed é stato il primo europeo a salire a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
Rivivremo l’avventura dell’uomo nello spazio, dalla fase pionieristica a quella odierna, attraverso i numerosi successi ma, anche, le tragedie che hanno segnato il progresso dell’astronautica.
“Sugli schermi delle televisioni di tutto il mondo, due uomini saltellano goffamente come in una strana danza. L’intero pianeta sembra quasi trattenere il respiro mentre milioni di uomini e donne guardano quelle immagini in bianco nero che arrivano dalle profondità dello spazio.” È il 20 luglio del 1969: alle 15:17 ora di Houston, due astronauti americani, Neil Armstrong e Buzz Aldrin sono appena allunati. Sono passati oltre 40 anni dal primo sbarco sulla Luna, un evento ormai entrato nei libri di storia. Umberto Guidoni, il primo europeo a mettere piede sulla stazione spaziale internazionale, racconta alle nuove generazioni – che hanno solo sentito parlare di quell’impresa e l’hanno vista solo in immagini di repertorio – il ricordo indelebile della “notte della Luna”, che ha segnato la storia della conquista della spazio. Avventurarsi oltre la Terra, ci dice Guidoni, ci aiuta a conoscere meglio noi stessi e ad amare e rispettare il nostro pianeta, per il momento unica “oasi abitabile” nell’universo.
Nella notte del 13 Marzo 1781William Herschel, insegnante di musica ma grande appassionato di astronomia , stava proseguendo nella sua meticolosa indagine del cielo – durante la sua vita Herchel catalogò oltre 800 stelle doppie e 2500 nebulose – quando riconobbe nei confini della costellazione dei Gemelli un nuovo astro, non presente in nessun catalogo, che osservato nel suo telescopio, rigorosamente autocostruito, mostrava un aspetto particolare, la sua forma era simile ad un piccolo disco. Herschel in quella notte spinse ancora più lontano i limiti del Sistema Solare ed Urano si aggiunse alla schiera dei pianeti, il primo però ad essere scoperto attraverso un telescopio.
A Marzo possiamo festeggiare anche un altro anniversario, i duecento anni dalla nascita di Urbain Le Verrier (Saint-Lô, 11 marzo 1811 – Parigi, 23 settembre 1877), che con carta, matita e tanti calcoli diede un contributo fondamentale alla scoperta di Nettuno avvenuta il 23 settembre 1846. Alle conclusioni di Le Verrier arrivò in modo indipendente anche il britannico John Couch Adams, ma nessun astronomo si prese la briga di controllare.
Personaggi agli antipodi. Herschel, meticoloso e pratico, esplorò il cielo grazie ai suoi telescopi e alle sue doti di osservatore, Le Verrier e Adams quello stesso cielo lo imbrigliarono con carta e matita, due metodi contrapposti che portarono entrambi ad incredibili risultati.
Per concludere una piccola curiosità, Herschel morì all’età di 84 anni ed 84 anni è il periodo che impiega Urano, il “suo” pianeta a completare un orbita attorno al Sole.
Urano
Diametro 51.000km
Distanza dal Sole 2.871.000.000 km
Terra ed Urano a confronto
Osservare Urano
È abbastanza facile da individuare attraverso un binocolo. Il problema è riconoscerlo dalle stelle di sfondo, vi servirà una buona dote di pazienza ed una cartina stellare abbastanza dettagliata.
A causa della sua distanza si mostra come un piccolo puntino, solo utilizzando un buon telescopio riuscirete a distinguere il disco del pianeta.
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